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IL “PUNTASPILLI”. GIOVANNI M. DE PRATTI: «IL POPOLO DELL’AUTUNNO»

Avezzano Piazza Risorgimento 1988. Foto di Elvio Gentile tratta dalla pagina Facebook "Avezzano Sparita". La socialità che non c'è più
Giovanni M. De Pratti

AVEZZANO – Questa estate ho avuto una esperienza singolare. Una mattina, verso le dieci, di fianco alla Scuola Corradini un uomo piuttosto anziano mi ha fermato e mi ha chiesto: “Che dice me lo compro il giornale?” Sono rimasto un po’ sorpreso per la domanda e ho risposto a mia volta: “Mah! Non sempre è piacevole leggerli però, magari, così si può passare un po’ di tempo e leggere un po’ di notizie..” Lui ha assentito e ha concluso dicendo: “bene! Mi sa che vado a comprarmelo… Me ne sa suggerire uno?” C’ho pensato su e ho detto: “Io prenderei o il Corriere o La Stampa perché hanno anche delle pagine che parlano di altre cose oltre che della semplice cronaca…” Mi ha sorriso, ha assentito, ci siam salutati ed è andato verso l’edicola.

Ripensandoci dopo, ho capito che più che un consiglio mi aveva dato l’idea che volesse fermarsi a parlare qualche minuto con qualcuno, forse per vincere un momento di solitudine. Poco dopo, presso la mia Banca il mio Direttore mi ha raccontato che tutte le mattine, tra le nove e le dieci, arrivano in filiale tre persone anziane, sempre le stesse. Due si siedono a leggere il Sole 24Ore che è disponibile oppure ItaliaOggi ed un altro va a scorrere il borsino sul PC che è a disposizione della clientela. Tra l’altro mi ha detto che non gli sembrano clienti della Banca.

Verso le dieci e trenta, dopo magari anche quattro chiacchiere scambiate fra loro o con altri clienti mi ha detto che van via. Poco dopo sono andato su all’Auditorium della Regione Abruzzo in Via dei Cavalieri di Vittorio Veneto e, insieme ai molti ragazzi che van lì su a studiare, ho visto che c’erano diverse persone anziane a leggere i giornali della emeroteca. Poi, dopo di che inizia la mia riflessione, più o meno lo stesso giorno, ho letto di un giovane politico avezzanese che si lamentava del fatto che “ci siano molti a preoccuparsi dei vecchi che perdono il lavoro e pochi pensino al fatto che la sua generazione è stata derubata di un futuro” e via dicendo.

In effetti sembra che gli anziani cerchino spazi di aggregazione o spazi dove poter trascorrere del tempo. Singolarmente, hanno scelto una banca così come hanno scelto, in maniera più adeguata, l’emeroteca. Un tempo ce ne erano che si riunivano al Vecchio Gran Caffè a giocare a dama o a scacchi ma oggi quello spazio non c’è più! In fondo, quali sono gli spazi disponibili per gli anziani? I bar? Le panchine della Piazza o del Parco? Ma la stessa cosa si potrebbe dire per i giovani! A parte le pizzerie e i bar e qualche sala giochi, quale è l’offerta che la Città rivolge loro? Ora io credo che giovani o vecchi, tutti siano parte di una società che mi pare sempre più distratta. Il Cinema fuori dell’area urbana, la biblioteca fortemente periferica come si sposano con le necessità delle persone? E poi è mai possibile che una città di 45.000 abitanti o giù di lì abbia una sola biblioteca? Si parla del Montessori come nuova biblioteca cittadina, ma mi sembra di ricordare che, di recente, fosse stato rimesso in servizio, presso il Palazzo Torlonia, il Centro Studi Marsicano, quello di Palanza ed Esposito che sta di fianco all’Archivio di Stato e che si trova tutto sommato in centro. Ci sarebbe anche la possibilità di usufruire della Biblioteca del Liceo Classico visto che, anni fa, c’era il progetto di coinvolgere le Associazioni d’Arma per tenerla aperta anche al pubblico o qualcosa del genere e c’è l’esperimento di biblioteca di quartiere proposto dall’Istituto Comprensivo “Collodi-Marini”…

Mi chiedo quanto queste possibilità siano tra loro collegate e facciano o possano far parte di un progetto coordinato per creare spazi sociali, di aggregazione o di comunicazione. Ma se il Palazzo Torlonia non sarà aperto alla Città non sarà una perdita per tutti, sia in termini di spazi che di possibilità? Siamo in autunno, gli anziani sono nell’autunno della loro esistenza così come i giovani sono in una primavera che, sovente, è ricca e piena di dubbi e di insicurezze ma che rischia di scivolare in una precoce autunno: cosa vuol fare la Città per creare spazi per le persone e, soprattutto, dopo averli creati, lasciarli aperti e fruibili?

In fondo le banche al sabato e alla domenica son chiuse, magari ci potrebbero essere altri posti…

Cerchiamo soprattutto di non diventare davvero “Il Popolo dell’Autunno” anche perché alla prima ventata le foglie colorate spariscono via…

gmdp

Redazione

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