AVEZZANO – «Non ho mai avuto pressioni e nemmeno le avrei accettate. Le decisioni inerenti il sisma dell’Aquila le ho sempre prese in piena autonomia e in raccordo con Gianni Letta, Guido Bertolaso e Silvio Berlusconi. A parlare è Gianni Chiodi, ex Presidente della Regione Abruzzo, ai tempi del terremoto dell’Aquila del 2009, nel processo a carico dell’ex assessore regionale Daniela Stati, il padre Ezio Stati, l’ex marito dell’assessore, Marco Buzzelli, unitamente all’ex onorevole Vincenzo Angeloni e all’ex manager Finmeccanica, Sabatino Stornelli.

Davanti ai giudici del Tribunale collegiale di Avezzano, composto da Daria Lombardi, presidente, giudici a latere Minotti e Grauso, è stato sentito l’ex Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi. La sua testimonianza riguarda le accuse mosse all’ex assessore Daniela Stati che, secondo i capi imputazione, avrebbe cercato di fare ottenere commesse di lavori per la ricostruzione post terremoto del 2009 all’Aquila alla società regionale Abruzzo Engineering con l’intento di trasferire tali appalti alla società del gruppo Finmeccanica Selex, socia di Abruzzo Enginering, amministrata da Sabatino Stornelli. L’ex on. Angeloni avrebbe avuto, in questa presunta organizzazione, il compito di far da connettore tra la Stati e Stornelli per veicolare alcune dazioni, peraltro tutte da dimostrare.

Silvio Berlusconi e Gianni Chiodi

L’ex presidente Chiodi ha fatto presente che tutte le decisioni prese dalla giunta relative all’inserimento di Abruzzo Engineering tra le società alle quali affidare gli appalti per la ricostituzione sono sempre state prese unicamente da lui in accordo con Guido Bertolaso, Gianni Letta e il presidente del Consiglio dell’epoca Silvio Berlusconi. Chiodi ha rimarcato anche come tutte le scelte della Regione fossero riferibili esclusivamente a lui e che che aveva ricevuto si della pressioni politiche per dare lavoro ai dipendenti di Abruzzo Engineering ma dal sindaco dell’Aquila Cialente, dal Presidente della Provincia, dalla sen. Pezzopane e dai sindacati. Una situazione, ha precisato Chiodi, che arrivava dalla Giunta Del Turco e che lui ha veicolato sullo Stato per non gravare sui conti della Regione. In merito ai rapporti con Ezio Stati Chiodi ha detto di avere ricevuto da lui solo una telefonata per gli auguri di Natale. Il processo è stato aggiornato al 18 aprile 2019 per sentire altri testi, tra i quali Berlusconi, Bertolaso e Gianni Letta. Gli Stati sono difesi dall’Avv. Alfredo Iacone, Stornelli e Angeloni da Antonio Milo.

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