di Sveva Villoresi

TAGLIACOZZO – Il trend è nazionale, ma qui si esagera. Statisticamente, è noto, l’aspettativa di vita degli uomini è di gran lunga inferiore a quella delle donne. Ma il dato che si riscontra a Tagliacozzo è un caso tutto da studiare. Qui, tra uomini, non è più opportuno uscirsene con il detto “mors tua vita mea”.

Il rischio di esporsi a pesanti scongiuri al solo evocarlo, è elevatissimo. Perché tra le tante curiosità demografiche che emergono, si scoprono cifre a dir poco preoccupanti per i poveri maschietti. Si fa strada nella “categoria” la convinzione di vivere, e a questo punto si può ben dire poco felici, a fianco di compagne della vita pronte a trasformarsi , improvvisamente e implacabilmente, in mantidi agguerrite aggressive e feroci.

Chiamatele allegre, tristi o inconsolabili, nere verdi o quel che siano, le vedove di Tagliacozzo che in gramaglie hanno accompagnato all’altro mondo la loro cosiddetta “dolce metà”, sono una vera falange. Superano di oltre il 7% della popolazione, schierate contro una striminzita minoranza di vedovi, solo apparentemente appartenenti al “sesso forte” , rappresentata nel contesto generale  da una pattuglietta di un centinaio di unità, pari all’1,5% dei residenti.