TAGLIACOZZO – Il mercato di Tagliacozzo affonda le sue radici nei secoli della storia cittadina. E un tempo  era una sorta di ritrovo, il luogo di incontro e svago, l’agorà, oltre che il riferimento per la spesa settimanale. Oggi come oggi, il legame che caratterizzava il rapporto di fiducia e di lealtà tra l’ambulante e il cliente, sta pian piano affievolendosi. Negli ultimi vent’anni per le “bancarelle” si è registrato un declino irreversibile.

Mentre da mesi e mesi si parla e si spettegola di riordino dei banchi , spostamenti, ricorsi e controricorsi, il mercato settimanale si è trasformato in un inutile terreno di scontro politico. Sembra che nessuno voglia accorgersi che il mercato di una volta è ormai al capolinea. Tra il proliferare di supermarket, centri commerciali , l’avvento dell’e-commerce e la pressione fiscale, guadagnarsi la pagnotta con i banchi in istrada sta diventando molto difficile. Occorrono nuove idee. Perché per molti cittadini il mercato non rappresenta più l’appuntamento atteso, a causa dei prezzi non più competitivi se rapportati ai negozi fisici o a quelli virtuali. Per altri, invece, la romantica esposizione delle merci sui banchi all’aperto, resta ancora sinonimo di tradizione, incontro e condivisione.

Per la politica un pochino zotica e ignorante che non sa guardare al di là del proprio naso, che non sa proporre innovazione e adeguamento ai tempi, il mercato settimanale altri non è che ghiotta occasione per polemizzare, speculare e fare rumore.

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