MAGLIANO DEI MARSI – Da qualche giorno il cuore antico del paese di Magliano è tornato a battere grazie all’antico gioco del cacio. Giovani e meno giovani, quotidianamente, passano un’oretta del loro tempo nel dimostrare la loro abilità a tale gioco; così da alimentare ancor di più la sua presenza nel tessuto sociale di Magliano. A tal proposito, Marsicaweb tramite le preziose parole del professor Rodolfo Tavani-Aloysi, vi vuole raccontare uno dei tanti aneddoti che si sono creati all’intero di tale gioco tradizionale. Un racconto che può sembrarci qualcosa di moderno: una sfida generazionale tra anziani e ragazzi.

Il professore, ex sindaco di Magliano dei Marsi, Giuseppe Di Girolamo mentre tira la pezza di formaggio

Protagonista di questa storia è Filippo Senese alias “Glio Bersagliero” noto personaggio maglianese che era solito compiere gesti molto teatrali mentre giocava al gioco del cacio. Un giorno di carnevale di molti anni fa, una discussione tra alcuni giovani del paese e “Glio Bersagliero” si trasformò in una sfida. Alla squadra degli anziani c’era “Glio Bersagliero” e Antonio Morgante alias “Bardisse sr” che avevano tutti due all’incirca un’ottantina di anni; mentre nella squadra dei giovani c’era Gioacchino Cioni alias Compare Mazza e Rosario Fiorani parente del noto Conte di Bastono entrambi trentenni. Scelta la forma di formaggio- che a Magliano si chiama “pezza”- le due squadre, dall’Appellaturo il luogo di partenza di tale competizione si apprestavano ad iniziare. Ma una notizia così sensazionale non fu tralasciata dai maglianesi che accorsero numerosi. Via Petronilla Paolini – il giorno di “Tornoterra” dove si svolge il gioco- fu gremita di gente. Tutta quella gente che parlava e scherzava non andava giù al Bersagliere che era solito innervosirsi mentre giocava. Ma un ragazzino molto vivace, dopo aver chiamato a se altri bambini del paese cominciava a rivolgere le sue ironie al Bersagliere. Più di una volta andò avanti tale storia, finché, colto da una rabbia indescrivibile, “Glio Bersagliero” prese la pezza di formaggio e la lanciò verso il ragazzo, che miracolosamente non venne preso. Allora gli avversari, sapendo com’era il carattere del soggetto, dissero che quel tiro era valido: apriti cielo! “Glio Bersagliero” decise di concludere li la sua performance. Quando si calmarono le acque il gioco riprese regolarmente.

Ad un parte del tragitto, il team dei giovani “cecarono la pezza” – ovvero la pezza di formaggio non viene vista perché nascosta da un ostacolo fisso- e restarono li per molto tempo cercandola di vedere. Arrivò Antonio Bonanni, noto professore della scuola di avviamento affetto da una grave miopia: gettò uno sguardo e disse che la pezza si vedeva. “Glio Bersagliero”, si infurio e gli disse: “Ehi tu, ma che sta a dì? Quella pezza non la vedo ì che tengo per visto no binocolo, la vidi tu che si cecato?”. Il primo giro venne vinto dai giovani. Partito il secondo giro, iniziarono i problemi per i giovani che “cecarono” alcune pezze così da far andare avanti la squadra degli anziani. Ma nel secondo giro successe un altro evento che coinvolse “Glio Bersagliero” Davanti alla casa del noto artista maglianese Tommaso Di Lorenzo glio bersagliero incontrò un suo vecchio amico dei tempi della guerra, un tale Domenico Bruschi: dopo aver buttato la pezza per terra lo corse ad abbracciare. Gli avversari, vista la pezza buttata per terra, dissero che il tiro era valido: iniziò nuovamente la polemica. Il secondo giro venne vinto dagli anziani: in questi casi si fa il giro di bella o di rivincita, ma essendo notte venne rimandata al giorno seguente, il mercoledì delle ceneri. La sfida tra due generazioni di maglianesi venne vinta dalla squadra degli anziani con grande meraviglia del pubblico.

Le tradizione è l’anima immortale di un paese e tocca sempre mantenerla integra, anche se costa qualche fatica e qualche problema. Nel prossimo articolo dedicato a tale gioco, Marsicaweb vi spiegherà i termini e così si partecipa a tale gioco.

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